Architettura, Servizi

Progetto di una stazione per biciclette a pedalata assistita, by Silvia Imbesi

Ancora un progetto in Design del Prodotto Industriale dell’ Università degli Studi di Ferrara, Facoltà di Architettura. La giovane laureanda Silvia Imbesi, ha realizzato questo sistema di stazione per biciclette a pedalata assistita molto interessante.

Di seguito potete leggere la sua relazione del progetto.

 

La promozione di tecnologie e stili di vita sostenibili è oggi di grande attualità, la mobilità è uno degli ambiti più critici in cui la necessità di cambiamento è obbligata visti i problemi di inquinamento e congestione che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, per non parlare dei costi in termini energetici, ambientali, sanitari e sociali. L’intero sistema dei trasporti necessita di essere riprogrammato in una logica di ottimizzazione per far fronte alla domanda crescente di mobilità, garantendo i principi di sostenibilità dello sviluppo.

Il servizio di bike sharing è coerente con questa visione del sistema di trasporti poichè consente ai cittadini di avere a disposizione flotte di biciclette pubbliche per gli spostamenti nelle aree urbane, come alternativa sostenibile ai mezzi pubblici motorizzati e alle auto private. Questo sistema integra la pianificazione del trasporto intermodale poiché va a coprire la distanza del viaggio dell’ultimo chilometro ovvero il tragitto dalla fermata di autobus/treno/metro/parcheggio auto sino al luogo di arrivo del viaggiatore, solitamente stimato inferiore ai 5 km. I margini di impiego della bicicletta aumentano esponenzialmente se utilizzata in abbinamento con altri mezzi di trasporto visto che questa può colmare le carenze del mezzo pubblico che coprendo un vasto territorio non può offrire spostamenti capillari, se poi consideriamo la bicicletta a pedalata assistita al posto di quella tradizionale le potenzialità di utilizzo crescono ulteriormente.

Il progetto si rivolge a Comuni in cui la rete di infrastrutture ciclabili sul territorio sia adeguata alla promozione degli spostamenti su due ruote, e la mentalità delle persone a cui è rivolto il sistema di bike sharing sia sufficientemente affine all’uso della bicicletta da partecipare alla riduzione del trasporto privato in auto a favore di quello pubblico, aumentando la sostenibilità degli spostamenti quotidiani soprattutto legati al pendolarismo, a vantaggio di una crescita del trasporto intermodale. Il progetto è stato affrontando utilizzando la tecnica dello User Centered Design per ottimizzare la rispondenza del prodotto ai bisogni manifestati dalle classi di utenza individuate, al fine di aumentarne il grado di qualità e funzionalità. Questo percorso ha portato al disegno di una stazione che su un lato presenta una fila di postazioni per le biciclette e sull’altro ospita una fermata dell’autobus, al fine di favorire l’integrazione dell’uso di questi due mezzi di trasporto pubblico.

Dovendo la stazione andare ad inserirsi in diversi contesti urbani uno degli aspetti da potenziare è stato quello della riconoscibilità, inoltre è stata pensata come modulare per aumentarne la versatilità di posizionamento e poterne differenziare la capacità a seconda delle necessità dell’area in cui viene installata. La stazione è composta da un modulo di testa per la segnalazione, un numero variabile di moduli centrali che ospitano da un lato le postazioni per il bloccaggio e la ricarica delle biciclette e dall’altro le sedute per la fermata dell’autobus, e infine un modulo di coda con la colonnina per l’interazione con il sistema di bike sharing.

La necessità di evitare un attacco a terra invasivo ha portato alla realizzazione di un basamento in calcestruzzo con inerti di riuso con funzione di zavorra dell’intera struttura, sul quale vengono ancorati i connettori che bloccano le biciclette dal mozzo della ruota anteriore, le panchine e le strutture verticali per il sostegno delle coperture trasparenti, che riparano biciclette e persone e ospitano pannelli fotovoltaici che alimentano parzialmente la stazione.

Il progetto non risolve tutte le criticità che ha presentato il bike sharing sino ad oggi ma cerca di dare una visione nuova del servizio, nell’ottica di un sistema dei trasporti sostenibile dove l’efficienza del mezzo pubblico fornisce al cittadino un’alternativa sostenibile all’utilizzo dell’auto privata per gli spostamenti medio-corti, e l’ambiente cittadino si arricchisce di arredi urbani caratterizzanti ed efficienti.

 

Fonte: ringraziamo Silvia Imbesi per la collaborazione