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NOVA Eroica Ivrea. In gravel nelle terre del Canavese in Piemonte

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La prima edizione di NOVA Eroica Ivrea si è svolta lo scorso fine settimana nella cittadina piemontese conosciuta in tutto il mondo principalmente per essere stata la culla della iconica azienda Olivetti e per il famoso Storico Carnevale, caratterizzato dalla battaglia delle arance. Ma ovviamente non è soltanto questo che ha attirato gli oltre trecento ciclisti giunti da ogni parte d’Italia e dall’estero. Le bellezze del territorio canavesano, con l’anfiteatro morenico, i laghi e le attrazioni storico culturali hanno fatto da cornice a un evento gravel di rara bellezza.

Dalla Toscana al Piemonte ma sempre con gli stessi valori eroici, qui in chiave moderna. Race. Ride. Relax. Nova Eroica è un format unico che alterna tratti cronometrati a sezioni a ritmo libero, offrendo il perfetto equilibrio tra agonismo e convivialità. Ognuno può decidere liberamente come affrontare il percorso ed adattarlo ai propri gusti e capacità. Il tutto condito da una squisita accoglienza e buon cibo locale.

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NOVA Eroica Ivrea. Pedalare nel cuore del Canavese

L’appuntamento è nel centro storico di Ivrea sulla collina “La Serra”, nella famosa piazza al cospetto dell’imponente Castello medioevale edificato nel 1358. L’atmosfera è magica e sono tutti pronti ed impazienti a prendere il via, che è stato dato dal Sindaco della città alle ore 8 in punto. Noi eravamo presenti per documentare l’evento percorrendo il tracciato di 82 km Serra Tour, e curiosi di scoprire le caratteristiche e le bellezze di questa prima edizione di Nova Eroica Ivrea.

Tre i percorsi in cui si sono distribuiti i 300 gravellisti. Il corto Via dei Castelli di 45 km e 330 mt di dislivello, il medio di 82 km e 1210 mt di dislivello e il lungo, Anfiteatro Morenico di 135 km e 1730 mt di dislivello. Tutti comunque belli e  pensati per esaltare la bellezza del paesaggio e offrire una sfida avvincente a ciclisti di ogni livello.

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L’essenza del gravel tra colline, vigneti, laghi e maestosi castelli

Un paesaggio inedito che si contrappone alle classiche strade bianche della Toscana a cui siamo abituati. Si parte subito in discesa dentro il centro storico per poi attraversare tutti in gruppo il ponte sulla Dora Baltea, che bagna la città di Ivrea. Poi è un susseguirsi di strade in pianura attraverso i campi coltivati fino ad arrivare alla prima prova cronometrata. Questa è una ripida salita dentro il bosco con strappi veramente impegnativi che hanno costretto molti ciclisti anche a procedere a piedi. L’aria è fresca, direi perfetta per pedalare. Si alternano salite e discese fino al primo ristoro, che offre prodotti tipici e bevande per reintegrarsi.

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Ma il tratto più bello del percorso medio è sicuramente quello che lambisce dall’alto le coste del Lago di Viverone, vera perla del territorio canavesano. Questo, di origine glaciale, è il terzo lago più grande del Piemonte. Le strade si snodano tra sottoboschi e fitta vegetazione fino scoprire il bellissimo panorama del lago, dove è posizionato il secondo ristoro. Da qui il tracciato incomincia a salire gradualmente passando per il laghetto di Bertignano e attraversando i borghi di Zimone e Magnano in cima alla Serra di Ivrea, a quota 560 mt. Poi lunga discesa su asfalto in picchiata fino a valle, altri due impegnativi strappi a doppia cifra e finalmente l’arrivo a Piazza Castello.

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Prima edizione promossa a pieni voti. Ma si può ovviamente migliorare

E’ stata una bellissima esperienza questa NOVA Eroica Ivrea e dobbiamo dire che per essere una prima edizione era quasi tutto perfetto. Organizzare un evento gravel di questo livello, con prove cronometrate, logistica e ristori certo non è semplice. I percorsi presentavano molte tipologie di terreno: asfalto, sterrato, ciottolato, e brevi tratti particolarmente impervi ed adatti più alle MTB, ma veramente pochi. Azzeccata quindi la scelta di montare pneumatici da 42 e pressione un po più bassa per aumentare in comfort.

Il tracciato era segnalato abbastanza bene, ma in alcuni punti sarebbe servita qualche indicazione in più. Ma questo non è stato certo un problema, considerando che la quasi totalità dei concorrenti aveva la traccia GPS sul ciclocomputer, quindi, impossibile perdersi. L’assistenza al seguito forse un po scarsa, ma devo dire che tutto sommato è stato meglio non avere i disturbi dei mezzi motorizzati. Insomma molto bene la prima! Magari torneremo l’anno prossimo per fare il percorso lungo…

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urbancycling.it© – Photo credit: Mauro Tarani