Il Velocino di Ernesto Pettazzoni. Una storia Italiana

Erano i primi anni ’30, quando il Rag. Ernesto Pettazzoni, nel suo negozio bolognese di via D’Azeglio n. 16 inventa il Velocino, un singolare velocipede con il sellino sulla ruota posteriore e il manubrio ripiegato all’indietro.
Si tratta di una delle prime biciclette facilmente pieghevoli grazie alle ridotte dimensioni dovute alla piccola ruota anteriore di soli 10″. Nello stesso tempo il Velocino era un veicolo adattabile a varie tipologie di clienti (anche ai bambini e alle signore) ed a diversi utilizzi.
Si dice che anche Mussolini lo avesse apprezzato, come veicolo urbano compatto e facilmente trasportabile. Il progetto attirò così molte attenzioni, ma putroppo fu annullato dopo che l’Italia entrò in guerra nel secondo conflitto mondiale.
Purtroppo però questa pagina di storia ebbe un tragico epilogo, infatti il Rag. Ernesto Pettazzoni, inventore tra l’altro anche della sedia a sdraio, morirà suicida nel 1947, dopo il fallimento della sua azienda.
Negli anni a venire, diverse altre società di biciclette in Europa furono ispirate da questo rivoluzionario progetto. La Union of Holland nel 1964 introdusse la “Strano” disegnata da Bernard Overing di Deventer, e un anno più tardi, l’inventore tedesco Emil Friedman progettò un velocipede simile chiamato “The Donkey”.
Nel 1960, la famosa azienda inglese Raleigh produsse vari modelli di biciclette con design insoliti, tra i quali la loro rielaborazione del Velocino, che potete vedere in queste immagini.
Una versione moderna dello stesso invece è stata lanciata di recente dalla società italiana Abici ed ha avuto una favorevole accoglienza dal pubblico. Dopo un ritardo di oltre 70 anni, il design unico della bicicletta di Pettazzoni è finalmente tornato a vivere, ricevendo così il plauso che merita.











Fonte: oldbike.eu







